Pubblicato in: Politica, Riflessioni varie

Chissà che sarà di noi

Oggi ho voglia di fantasticare. Sarà che “piove neve” e si sparge sale sul bagnato (povera pressione delle strade romane, speriamo che il sale era senza iodio! ), ma proprio non riesco a fermare i miei pensieri su un interrogativo ricorrente: come si evolverà l’attuale situazione politica ?!

Il 2013 si prospetta come un anno interessante sotto il profilo politico per l’Italia: si voterà per il rinnovo dei Parlamentari, i quali daranno la fiducia ad un nuovo Governo e voteranno (insieme ai rappresentanti delle Regioni) il nuovo Presidente della Repubblica, Roma rinnoverà il consiglio comunale (e il sindaco?) e la Sicilia la sua ARS (e il Presidente della regione!). Senza contare le altre importanti elezioni.

Sarà il banco di prova per la “nuova Italia”, quella che esce dai festeggiamenti per i suoi 150 anni di vita e che entra (forse) nel pieno della rivoluzione-Monti innescata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Uomo che, in un periodo caratterizzato da una continua disaffezione dalla politica (determinata da una classe politica inadeguata e distante), ha saputo contrastare questa tendenza ispirandosi sempre alla Carta Costituzionale, dei quali principi è stato garante e attento attuatore.

L’apice della sua levatura politica ed umana l’ha raggiunto proprio durante il periodo più critico per la politica e l’Italia intera, prendendo da subito le redini della situazione e, da grande statista quale si è rivelato, ha gestito nel migliore dei modi una fase delicata e difficile facendo entrare in punta di piedi nella scena politica italiana un uomo, Mario Monti, esperto del mondo dell’economia e della finanza, bocconiano doc, conosciuto più nei pressi di Bruxelles che in Italia, nominandolo senatore a vita. Una volta fatto entrare a Palazzo Madama dalla “porta d’emergenza”, nel giro di pochi giorni l’ha nominato Presidente del Consiglio, “spedendolo a Palazzo Chigi. CHAPEAU Prèsident!

Questo oscuro personaggio, visto con diffidenza da tutti gli Italiani, ne ha saputo convincere una importante parte a suon di “rigore, equità, sobrietà”. È notizia di ieri la sua volontà di “cambiare gli italiani”. Ci riuscirà? Di sicuro le elezioni del prossimo anno daranno una importante risposta a questo quesito.

Allora provo a fantasticare un po’, distaccandomi dalla realtà politica altamente difficile da prevedere.
Inizio ponendomi una domanda fondamentale: potrà un uomo che (forse) avrà cambiato gli italiani (e l’Italia) sparire, così come è comporso, dalla politica italiana ? A mio avviso no.

Proseguiamo per gradi: in primis urge una riforma elettorale e, a quanto pare, le segreterie dei maggiori partiti italiani stanno iniziando a lavorarci su.
Oggetto della discussione ovviamente non è solo la reintroduzione della preferenza nominale (punto indiscusso per contrastare la suddetta disaffezione dalla politica), ma principalmente la modifica del sistema elettorale: maggioritario o proporzionale? È questo il dilemma. Lasciando il dubbio all’Amleto di Shakespeare, entriamo nei meriti: scopo del “gioco” è definire lo scenario politico delle prossime stagioni garantendo stabilità al governo e rappresentanza alle minoranze. I due sistemi, si sa, puntano ad obiettivi diametralmente opposti: il maggioritario penalizzerebbe i piccoli partiti, mentre il proporzionale inficierebbe sulla stabilità del Governo.
In Italia però, dove vige uno “scellerato-pluripartitismo”, la situazione si complica ulteriormente.

Così, dal “basso della mia inesperienza”, fantasticando, sono arrivato alla mia conclusione (un misto di inesperienza -appunto-, fantasia e desideri).
Cavalcando l’onda del cambiamento, anche i partiti inaugureranno la loro rivoluzione. Questi più o meno grossi contenitori (i partiti) si svuoteranno dei loro componenti, i quali -un po’ perchè ci credono, un po’ perchè in preda al panico- andranno a costruire nuovi contenitori nei quali rifugiarsi.
Uno in particolare prenderà forma e sarà costituito dagli ex Udc con il “solidale” sostegno del rimasuglio del Terzo polo (Fli/Mpa/Api), dalla parte “non-nominata” del Pdl e dai “non-mancini” del Pd.
Alcuni taccerebbero tale conformazione politica come una sorta di “ammucchiata alla volemose bene”. Io, molto più profondo ed ingenuo, ci vedrei i presupposti per ricreare un grande assente nel panorama politico italiano: un partito popolare, direttamente ispirato al PPE e indirettamente figlio di quel PPI di don Luigi Sturzo (che tutti i partiti dovrebbero ringraziare).
Un partito così proporrebbe una valida alternativa politica per gli italiani. Aggiungi un sistema elettorale maggioritario ben studiato e una figura d’altri tempi alla guida di quel partito e il gioco è fatto (momentaneamente “legittima” guida per un siffatto partito potrebbe essere Casini).

E Monti? Non avevamo detto che lui non potrà sparire dopo la sua rivoluzione salva-Italia ?!
Napolitano l’anno prossimo lascerà la Presidenza della Repubblica. Quale figura più adatta a sostituirlo se non proprio lui, Mario Monti?

Il quadro nelle sue linee più essenziali e generali è completo.                                            So che così non sto tenendo conto di una sinistra attualmente in “vantaggio”, di una Lega difficile da sradicare (da Roma, figurarsi dal nord dove attualmente ha sotto scacco il Pdl ed è in prima posizione in molte piazze importanti), del poco tempo, di un Berlusconi in versione stratega e tanti altri fattori importanti impossibili da preventivare.

Però una cosa è certa: con una formazione così, nel 2014 forse possiamo vincere i mondiali!  [e poi cantare: ♪ chissà che sarà di noi…lo scopriremo solo vivendo! ♫]

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Autore:

nato a Verbania (VB) il 9 maggio del 1992.

3 pensieri riguardo “Chissà che sarà di noi

  1. Chiedo scusa ma direi che è inesatto che sia stato Napolitano ad introdurre Monti. Forse formalmente è stato così ma non dimentichiamo che il nostro beneamato ex-presidente del consiglio stava facendo acqua da ogni parte e non avrebbe mai avuto il coraggio politico di innovare qualcosa sul serio o salvare l’economia italiana già a rotoli.
    E’ presto per dire se le idee di Monti saranno vincenti o troppo avveniristiche ma di sicuro, se dovessero funzionare, saranno gli Italiani a non permettergli di andare via.

    1. Partirei da una premessa importante a mio avviso :La politica è tutto tranne che oggettiva. Con ciò voglio dire che ognuno la “percepisce” e la intende a suo modo (entro determinati limiti ovviamente). Dal mio punto di vista (in questo blog riporto solo miei pensieri, niente di più) la situazione che prospetti tu è verissima ma bisogna analizzare meglio tutti gli scenari: berlusconi “stava facendo acqua da ogni parte e non avrebbe mai avuto il coraggio politico di innovare qualcosa sul serio o salvare l’economia italiana già a rotoli” (cit.), quindi saggiamente si è defilato per lasciare il lavoro “sporco” a terzi; Napolitano, dal canto suo, indubbiamente avverso alla parte di berlusconi (e ancor di più all’ex-premier) aveva due difficili\grandi strade davanti: o trovare qualcuno in grado di “fare-il-suo-dovere” e dargli il suo beneplacito per la formazione di un nuovo esecutivo, o esercitare uno dei poteri più incidenti che il pres. della Repubblica ha in campo politico, ovvero lo scioglimento delle camere (e così “affossare” berlusconi che avrebbe perso alle politiche contro un centro-sx in ascesa che però si sarebbe trovato con la patata bollente in mano e il rischio\certezza di dare il colpo di grazia a questo paese). Ha scelto la prima strada, difficile e dall’alto tasso di rischio. Fin ad ora i fatti gli hanno dato ragione. Ergo CHAPEAU President 😉 Vedremo in futuro “che sarà di noi”, di sicuro si profilano svariati scenari, tanto belli quanto spaventosamente preoccupanti. Cordialemente

  2. Continuo a dissentire 🙂 Nel senso che non riesco proprio a guardare al caro Napolitano come un vecchio comunista sfegatato. Gli anni passano per tutti e io sono convinto che più che avercela con Berlusconi in quanto tale, era un po’ stanco di vedere che la politica italiana si fosse trasformata nel Bagaglino. Sesso e potere sono sempre andati a braccetto, non fraintendermi, non urlo allo scandalo. PErò, vuoi per colpa dei giornali, vuoi per colpa di Berlusconi, vuoi per colpa delle Olgettine e via discorrendo, la situazione non era più sostenibile. E Berlusconi, che non è altro che un ottimo affarista televisivo (per sè, ovviamente) cosa sarebbe stato in grado di fare se non recitare la parte del politico vittima di complotti?
    Anche la teoria di appoggiare una sinistra in ascesa mi sembra più teorica che altro, visto che nonostante il Governo Monti, Bersani e co. mostrano ancora di non avere le idee così chiare e non ho visto personalmente grandi prese di posizioni. La sinistra italiana è un po’ così, alla buona, solo meno sfacciata della destra.
    Senza contare che Monti-il-liberale non mi sembra avere ideali così tanto di sinistra.
    Non sarebbe così assurdo se un giorni venissimo a scoprire che in realtà Berlusconi e Napolitano avessero fatto un patto e di comune accordo avessero aperto la strada al Montismo per salvare faccia e capitali.
    Le vie della politica sono infinite e a volte fin troppo oggettive.
    Saluti 🙂

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